Archivio

ricerca per autore

 

Cava de’ Tirreni (SA). Intitolata la Sala Teatro a Salvatore Fasano

Cava de’ Tirreni ha reso omaggio a una delle sue figure più significative con l’intitolazione della Sala Teatro della scuola Pisapia di Passiano, parte dell’Istituto Comprensivo Don Bosco, a Salvatore Fasano. La cerimonia si è svolta oggi alla presenza delle istituzioni, dei familiari e di un pubblico commosso, che ha assistito allo scoprimento della targa commemorativa e all’esecuzione degli inni nazionale ed europeo.

Salvatore Fasano, scomparso il 22 settembre 2020, è stato una figura centrale per la comunità cavese. Insegnante appassionato, amministratore pubblico e fondatore del Sacrario Militare cittadino, ha sempre operato per preservare la memoria storica dei caduti e trasmettere alle nuove generazioni i valori di sacrificio e impegno civico. Fasano insegnò per oltre vent’anni proprio nell’istituto che oggi ospita la sala a lui dedicata, contribuendo significativamente alla crescita educativa e culturale del territorio.

Durante la cerimonia, i familiari hanno donato alla scuola un quadro con alcune delle fotografie più rappresentative della vita e del lavoro di Fasano, un ulteriore segno della sua eredità lasciata alla città. Il sindaco Vincenzo Servalli ha sottolineato come l’intitolazione della sala teatro sia un riconoscimento del profondo amore che Fasano nutriva per Cava de’Tirreni e per la comunità di Passiano. La dirigente scolastica Ester Senatore ha evidenziato l’importanza di restituire alla scuola e alla comunità uno spazio culturale, nel segno della continuità con il passato e con le attività didattiche che Fasano stesso promuoveva.

Particolarmente toccante è stata la testimonianza del figlio, Daniele Fasano, che ha espresso il suo profondo orgoglio e la commozione della famiglia:

“C’è molta commozione perché il ricordo di papà è sempre stato legato al Sacrario Militare e ai caduti, ma oggi per la prima volta viene celebrata anche la sua figura di amministratore pubblico. Questo è motivo di grande orgoglio non solo per la nostra famiglia, ma anche per la scuola e per tutta la comunità di Passiano. Papà ha dedicato 23 anni della sua vita a questa scuola, inaugurandola nel 1965 e contribuendo alla crescita culturale del territorio. Ringrazio il sindaco, la Commissione Toponomastica e tutti coloro che hanno reso possibile questo tributo, permettendo che il suo impegno e la sua dedizione non vengano dimenticati.”

L’intitolazione della Sala Teatro “Salvatore Fasano” non è solo un gesto simbolico, ma un segnale concreto della volontà di Cava de’ Tirreni di mantenere viva la memoria delle persone che hanno lasciato un segno indelebile nella sua storia. Questo spazio diventerà un punto di riferimento per la cultura e l’educazione, testimoniando il valore di chi, come Fasano, ha creduto fermamente nell’importanza della conoscenza, del ricordo e del senso di appartenenza alla comunità.

Cava de’ Tirreni (SA). Cava premiata “CIittà per il verde”.

La rivista nazionale tecnico scientifica, specializzata nel verde urbano, “Acer”, della casa editrice “Il Verde Editoriale”, di Milano, ha premiato la Città di Cava de’ Tirreni come “Città per il verde” 2024/2025.
Il premio, arrivato alla 25ª edizione, è un riconoscimento per gli Enti che hanno realizzato importanti interventi di trasformazione della città nell’ambito della ecosostenibilità e di incremento del verde pubblico, ed è promosso anche dal Ministero dell’Ambiente, da Anci, Ali, Touring Club Italiano, oltre che da Enti ed Associazioni nazionali che si interessano di ambiente e paesaggio.
“Anche questo premio – afferma il Sindaco Vincenzo Servalli – è la testimonianza del grande lavoro realizzato in questi anni. Una trasformazione urbanistica nell’ottica della sostenibilità ambientale e del miglioramento della qualità della vita che ci viene riconosciuta da professionisti ed esperti di taratura nazionale. Un lavoro straordinario, di cui sono particolarmente contento, che ha permesso di eliminare enormi aree di degrado, trasformandole in giardini, spazi verdi, aree giochi per bambini, per una nuova vivibilità, con migliaia di nuove alberature e specie arboree. Lasceremo ai cavesi, al termine di questa esperienza amministrativa, una città profondamente rinnovata e migliorata da com’era nel 2015”.
Sono diventate aree verdi, di socializzazione, di gioco, il campo prefabbricato di Santa Lucia, trasformato in Parco Giovanni Vitaliano; il campo prefabbricato di San Pietro, diventato Parco Genovese di 7200 mq; la lunga distesa di 300 metri di asfalto e auto al centro della vallata, oggi diventata il boulevard del Parco David Sassoli, con l’interramento del parcheggio, la bonifica e l’eliminazione del più grande campo container cavese alla frazione Pregiato diventata un’area verde di 5000 mq, con parco giochi, sguinzagliatoio per cani. Oltre alla riqualificazione dell’Oasi Diecimare e la messa in sicurezza ed inertizzazione della discarica di Cannetiello.
Tra le 20 “Città per il Verde” 2024/2025 premiate, insieme a Cava de’ Tirreni, anche Cagliari, Imola, L’Aquila, Lucca, Padova, Pisa, Busto Arsizio. La cerimonia di consegna si terrà venerdì 21 febbraio 2025 presso la Fiera professionale del florovivaismo, del garden e del paesaggio di Milano.

 

Cava de’ Tirreni (SA). Al via il progetto “Sacchetto Gnammy – Conserva la merenda”

Oltre 1.300 alunni, tra scuola dell’Infanzia e scuola Primaria, coinvolti nell’iniziativa.


Ideato da Metellia Servizi e realizzato con il patrocinio del Comune di Cava de’Tirreni e la partnership di Conad Superstore, Centro Medico Metelliano (CMM) e Flex Packaging AL SpA, in forza dell’impegno, seppure sotto profili diversi, che queste aziende profondono nell’informazione-sensibilizzazione sul tema della sostenibilità, in generale, e di quella alimentare, nello specifico, il progetto è rivolto agli alunni delle scuole dell’infanzia e delle scuole primarie del territorio comunale.

L’iniziativa, incentrata sull’alimentazione sostenibile e sulla lotta allo spreco alimentare, mira ad incentivare i piccoli studenti ad una corretta alimentazione e ad uno stile di vita sano, con l’intervento di una nutrizionista, specializzata per la fascia d’età d’interesse, che curerà l’attività di informazione-sensibilizzazione prevista dal progetto.

L’attività, che coinvolgerà circa 800 alunni della scuola dell’Infanzia e oltre 500 della scuola Primaria degli Istituti Comprensivi cittadini, prevede la distribuzione di sacchetti salva-merenda, realizzati in incarto monomateriale riciclabile nella plastica e adatto a contenere alimenti, per conservare e trasportare alimenti.  L’introduzione del sacchetto Gnammy mira a trasmettere ai bambini il valore del cibo e la consapevolezza di come l’adozione di specifici gesti e attenzioni possa contribuire alla lotta contro lo spreco alimentare.

Un manifesto afferente alle regole della corretta alimentazione e una piramide alimentare in forex 1mtx1mt saranno consegnati ai plessi aderenti per esposizione all’interno della struttura scolastica al fine del prosieguo dell’attività di informazione-sensibilizzazione anche oltre il termine del progetto.

Nel corso degli incontri, inoltre, sarà distribuito agli studenti coinvolti materiale afferente al tema del progetto e diversificato per gradi scolastici. Un flyer con una favola ambientata nel paese di Nutriville, dal titolo “La magica fiaba dei Sapori”, con tutti personaggi del mondo di frutta e verdura, sarà consegnata ai piccoli dell’Infanzia. Un flyer, formato fisarmonica, con giochi atti a testare le conoscenze acquisite nel corso della formazione, andrà, invece, ai partecipanti della scuola primaria. Per loro anche il Diploma di degustatore junior.

Per tutti una piramide alimentare in cartone, montabile, da portare a casa per condividere con genitori e familiari tutte le buone regole per una corretta alimentazione.

Il primo appuntamento del calendario del progetto è per domani 15 gennaio. La conclusione è fissata per il 17 aprile 2025.

Cava de’ Tirreni (SA). Recital Concerto Stella Maris

Spettacolo teatrale-musicale con quadri scenici, musiche e canzoni natalizie. Un viaggio nella storia della nascita di Gesù Bambino, attraverso le vicende dei protagonisti dell’antico presepio napoletano.


La Compagnia del Teatro degli Eventi, diretta da Maurizio Merolla, metterà in scena mercoledì 1 gennaio 2025, alla Chiesa di San Francesco di Cava de’Tirreni, alle ore 20, nell’ ambito della programmazione “Il Sogno e la Luce”, organizzata dall’ Amministrazione Servalli, lo spettacolo dal titolo Stella Maris, con testo teatrale scritto da Paola Apuzza e Maurizio Merolla.

Il racconto dell’Annuncio e della nascita di Gesù, intervallato da musiche e canti natalizi, è stato concepito come scene di un presepio, con la presenza, oltre che degli attori principali della sacra rappresentazione, di alcuni personaggi che, dal XVIII secolo, sono parte integrante del presepe napoletano, come Benino, le pastorelle ed Erode. Tutti i personaggi, conservando la sacralità della funzione, sono caratterizzati nella loro natura umana, con i sentimenti contrastanti che l’evento della incarnazione di Dio in una donna racchiude in sé.

La rappresentazione teatrale non acclara la visione stereotipata dell’evento sacro – consolidatasi nella tradizione iconografica e narrativa – secondo la quale Maria e Giuseppe, già con aura di santità, accolsero con fervore mistico e sublime accettazione, l’Annuncio dell’Arcangelo Gabriele. Gli autori hanno dato una connotazione realistica ai personaggi, facendo emergere i sentimenti più veri di uomini e donne che, per la prima volta, si confrontano con il divino, emozioni profonde e sconvolgenti che vanno dalla paura allo stupore, all’incredulità di menti razionali, al dubbio. È soprattutto quest’ultimo, vissuto come esperienza interiore volta alla conoscenza, il “dubito ergo sum” di S. Agostino, scevro da scetticismo, che descrive l’incontro di Maria e Giuseppe con il messaggero del Padre. E poi il dubbio si insinua in Anna, insieme alla rabbia ed allo sconforto al pensiero che Maria, tradendo la morale e la religione, sia rimasta incinta da uomo prima delle nozze. Dubbio che poi, per una convinta e devota professione di fede, si trasforma per i protagonisti in un fiducioso affidamento al volere del Padre.

Fuori campo sentiremo la voce profonda e tonante dell’arcangelo Gabriele che annuncerà a Maria la volontà del Padre di farsi figlio nel suo ventre.
Altro tema del racconto, suddiviso in quadri scenici, è il viaggio guidato dalla stella che viene dall’oriente. Benino e le pastorelle, connotati psicologicamente nella profonda umanità degli umili, degli ultimi che il Dio fatto uomo vuole vicini alla sua nascita, inseguono la stella cometa, l’astro che preannuncia l’evento divino della nascita del Bambino Gesù, la stella che potremmo identificare come la guida all’eterna ricerca dell’uomo di una ragione di speranza.
Benino e le pastorelle parlano la lingua napoletana che, per la sua potenza verbale, la varietà lessicale ed espressiva e la sua musicalità, comunica in modo magistrale le sfumature e le emozioni vivide dei personaggi.

Tutte le scene della rappresentazione saranno introdotte dall’Angelo narratore, una figura alata eterea e dorata, che ha il compito di riannodare i fili della storia della nascita di Gesù, guidando con voce soave gli spettatori, dall’Annunciazione di Maria all’Adorazione dei pastori.
E in un presepe napoletano vivente non poteva mancare Erode, simbolo del potere e del male, il lato oscuro dell’essere umano. Erode è la Storia che entra, con la sua violenza, nella poesia del Natale; è il potere di Roma che deve prevalere sul popolo inerme ammazzando bambini innocenti, è il sangue che macchia, come preludio della Passione, la nascita di Gesù. Il personaggio Erode racchiude in sé le mille sfumature dell’uomo e del re, la fredda razionalità e la lucida follia, la ragion di stato che travalica la morale, la paura di perdere il potere e la ricerca forsennata di una soluzione, qualunque soluzione, non importa se crudele e cruenta, per continuare a cingersi il capo della corona. La corona da re, per derisione fatta di spine, con la quale, poi, un giorno, i Romani incoroneranno il Cristo sulla croce.

La colonna musicale dello spettacolo teatrale è su musiche originali del M° Giancarlo Sanduzzi, alla chitarra.

Corale: Angelo De Biase, Antonella Firinu, Luciano Matarazzo, Marta Pignataro, Osvaldo Ardita
Gli attori della Compagnia Teatro Degli Eventi: Flavia Chiarolanza, Ilaria Stanzione, Livia Marotta Brusco (Angeli narratori), Luca Coppola (Arcangelo Gabriele), Monica Piantedosi (Vergine Maria), Elisa Carbone (Sant’Anna), Maurizio Merolla (San Giuseppe), Rita Aurigemma, Luciana Vitale (pastorelle), Fabrizio La Procida (Benino), Bruno Preziosi (Erode), Anna Napolitano (lavandaia Rosina), Pietro De Lise (mendicante).

Salerno. Giubileo 2025: Presentato il Calendario dell’Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno.

Si è tenuta questa mattina, mercoledì 18 dicembre 2024, presso il Salone degli Stemmi del Palazzo Arcivescovile di Salerno, la conferenza stampa di presentazione dell’apertura dell’Anno Giubilare nell’Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno, nonché delle iniziative diocesane in programma.

“Il prossimo anno sarà celebrato l’Anno Santo giubilare che, istituito da Papa Bonifacio VIII nel 1300, ordinariamente (a partire dal 1475) viene celebrato ogni 25 anni – ha esordito l’Arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno, Sua Eccellenza Monsignor Andrea Bellandi – Papa Francesco ha inteso dedicare il prossimo Giubileo (che egli inaugurerà solennemente con l’apertura della Porta Santa nella Basilica di San Pietro la sera del 24 dicembre, dove sarà esposta per otto giorni la venerata statua della Madonna della Speranza custodita nel Santuario di Battipaglia) alla virtù della speranza. Così egli ha motivato la sua decisione: Dobbiamo tenere accesa la fiaccola della speranza che ci è stata donata, e fare di tutto perché ognuno riacquisti la forza e la certezza di guardare al futuro con animo aperto, cuore fiducioso e mente lungimirante. Il prossimo Giubileo potrà favorire molto la ricomposizione di un clima di speranza e di fiducia, come segno di una rinnovata rinascita di cui tutti sentiamo l’urgenza. Per questo ho scelto il motto Pellegrini di speranza. Tutto ciò però sarà possibile se saremo capaci di recuperare il senso di fraternità universale, se non chiuderemo gli occhi davanti al dramma della povertà dilagante che impedisce a milioni di uomini, donne, giovani e bambini di vivere in maniera degna di esseri umani. (…). La dimensione spirituale del Giubileo, che invita alla conversione, si coniughi con questi aspetti fondamentali del vivere sociale, per costituire un’unità coerente (Lettera del Santo Padre Francesco a Mons. Rino Fisichella per il Giubileo 2025)”, continua Sua Eccellenza Bellandi.

L’Arcivescovo, dunque, insiste sulla centralità del tema della speranza. “La Chiesa lo propone con forza in un tempo segnato da grandi sfide e da forti tensioni sociali, non ultimo il dramma delle guerre che provocano morti, distruzioni, sentimenti di vendetta, popoli a rischio di sopravvivenza. Tutto ciò sembra soffocare la possibilità stessa di sperare – sottolinea S.E. Monsignor Bellandi – Il Giubileo, con il suo contenuto di conversione, perdono, cammino e misericordia, diventa una possibilità reale perché la luce della speranza possa nuovamente illuminare il futuro e ciò non in senso ingenuamente ottimistico. La speranza, infatti, non delude – scrive il Papa nella Bolla di indizione, citando San Paolo – perché fondata sull’amore di Dio: essa nasce dall’amore e si fonda sull’amore che scaturisce dal Cuore di Gesù trafitto sulla croce: Se infatti, quand’eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo, molto più ora che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita (Rm 5,10). E la sua vita si manifesta nella nostra vita di fede, che inizia con il Battesimo, si sviluppa nella docilità alla grazia di Dio ed è perciò animata dalla speranza, sempre rinnovata e resa incrollabile dall’azione dello Spirito Santo. È infatti lo Spirito Santo, con la sua perenne presenza nel cammino della Chiesa, a irradiare nei credenti la luce della speranza: Egli la tiene accesa come una fiaccola che mai si spegne, per dare sostegno e vigore alla nostra vita. La speranza cristiana, in effetti, non illude e non delude, perché è fondata sulla certezza che niente e nessuno potrà mai separarci dall’amore divino […]. Ecco perché questa speranza non cede nelle difficoltà: essa si fonda sulla fede ed è nutrita dalla carità, e così permette di andare avanti nella vita (Papa Francesco, Spes non confundit – Bolla di Indizione del Giubileo Ordinario dell’Anno 2025)”.

Evento di grande rilevanza spirituale, ecclesiale e sociale, il Giubileo, dal tempo della sua istituzione è stato vissuto dal popolo di Dio “come uno speciale dono di grazia, caratterizzato anzitutto dal perdono dei peccati e, in particolare, dall’indulgenza, espressione piena della misericordia di Dio. – ha aggiunto l’Arcivescovo– I fedeli, spesso al termine di un lungo pellegrinaggio, attraversando la Porta Santa e venerando le reliquie degli Apostoli Pietro e Paolo custodite nelle Basiliche romane, attingevano ai tesori spirituali della Chiesa e rinnovavano con rinnovato vigore la propria confessione di fede. Anche quest’anno ciò si realizzerà anzitutto con il tradizionale pellegrinaggio a Roma, che per i fedeli della nostra Arcidiocesi sarà organizzato mercoledì 14 maggio, con la partecipazione all’Udienza del Papa, il passaggio della Porta Santa in San Pietro e, al termine, la celebrazione della Santa Messa. Altre opportunità sono rappresentate dalle diverse giornate giubilari stabilite per le differenti categorie di persone, gruppi e realtà ecclesiali, secondo un calendario che è consultabile sulla pagina internet dedicata al Giubileo: Iubilaeum2025.va”.

Ad illustrare il calendario degli appuntamenti, presentando i luoghi giubilari con i banner dinanzi alle chiese e le brochure per i pellegrini, è stato il Delegato Diocesano per il Giubileo 2025, Don Ugo De Rosa.

 

CALENDARIO DIOCESANO GIUBILEO 2025

1 gennaio: ore 11 apertura Anno Giubilare Concattedrale Santa Maria della Pace Campagna

Inizio Anno Giubilare negli Istituti di pena Diocesani: 

15 gennaio: Casa Circondariale “Antonio Caputo”, in Fuorni 

17 gennaio: Icatt – Casa di reclusione, in Eboli 

19 gennaio: Giornata giubilare della Santa Infanzia presso la mensa dei poveri

11 febbraio: Giornata giubilare del mondo della salute presso il santuario della Madonna della Speranza – Battipaglia

18 febbraio: Arrivo dell’effigie della Madonna di Lourdes a Salerno a cura dell’A.M.A.S.I.

12 marzo: Giornata giubilare del dialogo interreligioso 

21 marzo: Giornata giubilare dei docenti delle scuole di ogni ordine e grado

25 marzo: ore 11 apertura Anno Giubilare Concattedrale san Donato di   Acerno

14 maggio: Pellegrinaggio Giubilare Diocesano (Vaticano)

18 e 19 settembre: Giornate Matteane dedicate al Giubileo 2025 organizzate dall’Ufficio Cultura e Arte

4 ottobre: celebrazione della Giornata Diocesana del Creato a cura dell’Ufficio per i problemi sociali e del lavoro

22 novembre: Giubileo diocesano dei musicisti, corali ed operatori della liturgia

In primavera, in particolare, l’Ufficio Cultura e Arte oltre ad organizzare una mostra dedicata a San Francesco d’Assisi, propone delle giornate di trekking e spiritualità nei luoghi legati alla figura di San Michele Arcangelo (Santuario di San Michele di Mezzo in Fisciano, Santuario di Pizzo San Michele in Fisciano, Grotta di San Michele in Olevano sul Tusciano, Collegiata di San Michele Arcangelo in Solofra, Cattedrale di Salerno). I dettagli saranno forniti nell’imminenza delle date.

Giornate di spiritualità a Roma: 24/25/26 marzo; 12/13/14 maggio.

“Nel territorio della nostra Arcidiocesi, le Chiese giubilari sono la chiesa Cattedrale di Salerno, e le concattedrali di Campagna e di Acerno, i Santuari Maria SS. del Carmine in Salerno, S. Maria della Speranza in Battipaglia, SS. Cosma e Damiano in Eboli, Spina Santa in Giffoni Valle Piana, Beato Gennaro Maria Sarnelli in Ciorani di Mercato S. Severino, S. Maria della Consolazione in Oliveto Citra, Maria SS. Incoronata in Torchiati di Montoro e Maria SS. Immacolata [S. Maria delle Grazie] in Buccino. – annuncia Don Ugo De Rosa– Ancora, le chiese parrocchiali di S. Michele Arcangelo in Solofra e S. Antonio in Mercato San Severino e, infine, la chiesa conventuale della SS. Trinità in Baronissi”.

Tuttavia, la dimensione spirituale dell’Anno Santo, come ricordato dall’Arcivescovo, può e deve essere vissuta, oltre ai momenti di pellegrinaggio e di preghiera, anche attraverso gesti di carità e vicinanza particolarmente nei confronti dei fratelli e delle sorelle che vivono situazioni di sofferenza, di solitudine, di emarginazione e di povertà.

Le stesse Norme sulla concessione dell’indulgenza emanate dalla Penitenzieria Apostolica stabiliscono che “i fedeli potranno conseguire l’Indulgenza giubilare se si recheranno a rendere visita per un congruo tempo ai fratelli che si trovino in necessità o difficoltà (infermi, carcerati, anziani in solitudine, diversamente abili… ), quasi compiendo un pellegrinaggio verso Cristo presente in loro (cfr. Mt 25, 34-36) e ottemperando alle consuete condizioni spirituali, sacramentali e di preghiera”. Per questo, oltre alle chiese e ai santuari sopra menzionati, Sua Eccellenza Monsignor Andrea Bellandi ha costituito altri luoghi giubilari:

le Cappellanie ospedaliere:

  • Pain Control Center Solofra, in Solofra;
  • Presidio Ospedaliero “A. Landolfi”, in Solofra;
  • Hospice “Casa di Lara”, in Salerno;
  • Centro Ebolitano “Campolongo Hospital”, in Eboli;
  • Presidio Ospedaliero “G. Fucito”, in Mercato San Severino;
  • Hospice “Il Giardino dei Girasoli”, in Eboli;
  • Presidio Ospedaliero “Maria SS, Addolorata”, in Eboli;
  • Presidio Ospedaliero “S. Francesco D’Assisi”, in Oliveto Citra;
  • Azienda Ospedaliera “S. Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona”, in Salerno;
  • Presidio Ospedaliero “S. Maria Della Speranza”, in Battipaglia. 

I luoghi di detenzione:

  • Casa Circondariale “Antonio Caputo”, in Fuorni – Salerno;
  • Icatt – Casa di reclusione, in Eboli;
  • Domus Misericordiae, in Brignano – Salerno.

Le opere caritative:

  • Dormitorio “Don Tonino Bello”, in Salerno;
  • Polo della Carità/Dormitorio “Gesù Misericordioso”, in Salerno;
  • Mensa “San Francesco”, in Salerno;
  • “Casa Nazareth”, in Pastena – Salerno;
  • Mensa dei poveri, in Battipaglia;
  • Centro polifunzionale per minori S. Gaspare Bertoni, in Battipaglia;
  • Comunità di accoglienza per donne e minori “Una Casa per la Vita”, in Battipaglia;
  • Centro polifunzionale per minori “Banda Bassotti”, in Eboli Loc. Corno d’oro.

“Nello spirito che intende legare la dimensione spirituale della preghiera e dell’adorazione a quella della carità, la Penitenzieria Apostolica ha precisato come l’Indulgenza plenaria giubilare possa essere conseguita anche mediante iniziative che attuino in modo concreto e generoso lo spirito penitenziale: riscoprendo il valore penitenziale del venerdì, devolvendo una proporzionata somma in denaro ai poveri, sostenendo opere di carattere religioso o sociale – in specie a favore della difesa e protezione della vita in ogni sua fase, dell’infanzia abbandonata, della gioventù in difficoltà, degli anziani bisognosi o soli, dei migranti – o dedicando una congrua parte del proprio tempo libero ad attività di volontariato, che rivestano interesse per la comunità o ad altre simili forme di personale impegno. – fa sapere l’Arcivescovo -Ritengo opportuno ricordare lo stretto legame che intercorre tra la grazia dell’Indulgenza e il Sacramento della Riconciliazione, che – ricorda il Papa nella Bolla di Indizione del Giubileo – «non è solo una bella opportunità spirituale, ma rappresenta un passo decisivo, essenziale e irrinunciabile per il cammino di fede di ciascuno. Lì permettiamo al Signore di distruggere i nostri peccati, di risanarci il cuore, di rialzarci e di abbracciarci, di farci conoscere il suo volto tenero e compassionevole. Non c’è infatti modo migliore per conoscere Dio che lasciarsi riconciliare da Lui (cfr. 2Cor 5,20), assaporando il suo perdono» (Spes non confundit). Ricevere il perdono di Dio è anche ciò che aiuta il cuore e la mente a perdonare e a vivere le relazioni in modo diverso, senza rancore, livore e vendetta”, ha concluso S.E. Monsignor Bellandi. 

L’invito di Sua Eccellenza Monsignor Andrea Bellandi: 

Cari fratelli e sorelle,viviamo questa occasione di grazia che sarà il Giubileo – e che nella nostra Arcidiocesi sarà inaugurato domenica 29 dicembre – con il cuore disponibile a compiere un “pellegrinaggio nella fede e nella carità”, chiedendo a Dio di rinnovare in noi la virtù della speranza, così da essere una forza che permetta di vivere con gioia e operosità il nostro presente, contagiando tutti coloro che ci incontrano. Possa la nostra vita dire loro: «Spera nel Signore, sii forte, si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore» (Sal 27,14).

Lettera-per-il-Giubileo-2025-Bellandi