CORONAVIRUS (Covid-19)
Coronavirus. Nulla d’aggiungere. Tutto, ahimè, è noto, spaventosamente, noto.
Solo due poesie nate in questi terribili giorni con l’augurio che quanto prima ritorni il normale ritmo del nostro vivere quotidiano.
La prima L’Amore immune -giuntami via mail- dell’amico poeta Plinio Perilli. Ringraziandolo del dono, mi scuso se riporto (per ragioni di spazio) solo due delle nove lunghe strofe.
da L’Amore immune
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Così oggi il “corona-virus” ci cambia
la prossemica: niente più abbracci,
virili, complici, amicali, sensuali…
Niente baci e bacetti. Tolleranza zero,
del sema al soma: fine alle smancerie
spesso oziose che hanno accompagnato,
comunque i riti, i gesti de la civilisation.
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Oggi anzi un Ministro ce lo ordina! Non
fondersi, non abbracciarsi. Oh, sarebbe
festa nefasta, orgia dei batteri, un rave
dissennato di tutti i microbi… Perfino
il semplice T’amo, torni ad essere solo
un verso; velenoso magari, come l’Odi
arcigno di Catullo: mero omaggio con cui
l’Uomo anche all’Amore resta immune…
Plinio Perilli
Covid-19 In attesa della primavera
In questo giorno
di lontana primavera
s’impossessa d’attoniti silenzi
l’atteso primo tiepido raggio.
Così lungamente lunga
questa notte
di macabre danze e grida
d’orribile guitto balzato nel sonno.
Avremo domani
occhi meraviglia ancora
al ritmo di ritrovate nenie cantate
per le genti di sempre.
Antonio Donadio (Bergamo, 7 di marzo 2020)
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